Nome in codice “Backfire”

E’ il Tupolev 22M Backfire.
Non ha equivalenti nell’arsenale occidentale.
E’ un pezzo di storia della Guerra Fredda, e’ stato al centro di aspre polemiche durante i negoziati Salt-2. Per i Sovietici era classificato come arma tattica, ma per gli Americani, in particolari condizioni, poteva raggiungere il suolo degli Stati Uniti ed avere un ruolo strategico.

Lungo oltre 40 metri e con le ali a geometria variabile. Viaggia a piu' di 2.000 Km/h

Per sbloccare il negoziato, il premier sovietico Leonid Brezhnev fece togliere la sonda di rifornimento in volo a tutti i velivoli.

Un Backfire privo della sonda di rifornimento in volo con accanto il missile "Kitchen"

Ha un'equipaggio di quattro uomini. Nella foto si puo' notare la presa d'aria ed il separatore di strato limite.

Il Backfire poteva lanciare vari missili fra cui il mastodontico AS-4 Kitchen da 6 tonnellate. Il missile viaggiava a 4.000 Km/h e poteva trasportare una testata da 350 chilotoni.

E' il missile utilizzato dal Backfire.

Accanto al Backfire un Tupolev 142 Bear. E’ la versione antisommergibile, la si riconosce dalla copertura dell’antenna radar sul ventre dell’aeroplano.

Il Tupolev 142 Antisom.

Il Bear e’ per il blocco sovietico quello che e’ il B52 per gli USA. A differenza del B52 i motori muovono delle grosse eliche controrotanti.

A differenza del B52, il Bear ha quattro turboeliche.